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DI.MA.PLA. - 2006
L.R.08/03
Approvati i due progetti presentati dal nostro distretto
Siamo lieti di informare tutte le imprese/enti che aderiscono al Patto di Distretto che la Regione Veneto ha ufficialmente approvato i due progetti presentati nell’ambito del nostro Distretto a valere sul Bando 2008 della L.R.8/03:
Progetto di ricerca “NANOGRAN”:
Progetto di trasferimento tecnologico “Monitoraggio in inquinanti aerodispersi in ambiente di lavoro in processi produttivi che prevedono lo stampaggio di materie plastiche”,
Progetto NANOPLAST
Report riunione 18/12/2008
Report riunione 18/12/2008
Nel corso dell’ultima riunione tenutasi presso l'Università di Padova - Dipartimento di Processi Chimici dell’Ingegneria, sono stati discussi i seguenti argomenti:
i risultati sperimentali significativi già acquisiti in precedenti esperienze progettuali, soprattutto per quanto concerne l’additivazione di nanocariche in mescole di PP;
presenza, tra i partner di progetto, di un’azienda produttrice di compound, disposta a mettere a disposizione i propri impianti per la produzione di quantitativi realistici di granulo, sia in sede di scale-up pre-industriale che di effettiva attività industriale post-progetto.
Si tratta di un decisivo passo avanti rispetto ad uno dei fattori più cruciali dell’iniziativa: la disponibilità di quantitativi industriali di granulo, ottenuto con ricette e metodiche esattamente definite negli step sperimentali del progetto.
I concreti step operativi, con riferimento ai work packages previsti nel progetto, saranno i seguenti:

Le matrici polimeriche individuate nei WP 1.1 e 1.3 sono risultate essere:

polipropilene omopolimero
grado iniezione
grado estrusione
polietilene ad alta densità
acrilonitrile-butadiene-stirene
policarbonato
Progetto Nanogum
On line i risultati del progetto dell'azienda Italgum
Composti elastomerici a base di SBR/NR drogati con diverse quantità di
Halloysyte nanoTubes (HNT): studio della cinetica di vulcanizzazione tramite
analisi DSC.
In questo lavoro è stato studiato, dal punto di vista cinetico, l’effetto di due diversi tipi di nanotubi
inorganici (chiamati HNT1 e HNT2) sul processo di vulcanizzazione di una mescola elastomerica a
base SBR-NR e contenente diversi additivi chimici per il controllo del processo di reticolazione, che
prevede l’utilizzo di zolfo come agente vulcanizzante.
La cinetica del processo di reticolazione è stata studiata tramite analisi DSC vulcanizzando i
campioni a cinque diverse temperature ed i dati sperimentali sono stati fittati tramite un modello
cinetico autocatalitico. Dalle costanti cinetiche sono state quindi determinate le energie di
attivazione apparenti del processo di vulcanizzazione.
Scarica la relazione completa del progetto
Per ulteriori informazioni contattare il responsabile della ricerca, Dott. Luigi Piga
Nanoplast: terza riunione
Progetto Nanogum
On line i risultati del progetto dell'azienda Italgum
La cinetica del processo di reticolazione è stata studiata tramite analisi DSC vulcanizzando i campioni a cinque diverse temperature ed i dati sperimentali sono stati fittati tramite un modello cinetico autocatalitico. Dalle costanti cinetiche sono state quindi determinate le energie di attivazione apparenti del processo di vulcanizzazione.
Scarica la relazione completa del progetto
Per ulteriori informazioni contattare il responsabile della ricerca, Dott. Luigi Piga
Nanoplast: terza riunione
Il 6 giugno scorso si è tenuta la 3° riunione del progetto Nanoplast
L’incontro è stato incentrato sull’individuazione di quali Matrici polimeriche saranno oggetto della ricerca e quali caratteristiche si cercherà di migliorare:
PP (omo): modulo elastico, tensione a rottura, resistenza all’impatto, al graffio e alla radiazione UV
ABS: resistenza al graffio e alla radiazione UV, conducibilità elettrica
PC: modulo elastico, resistenza all’impatto e al graffio
HDPE: modulo elastico, tensione a rottura, resistenza all’impatto
PVC, PET, EVA, PA6, PA6 GF, PA6,6, SEPS, PU, PS, EVA, TPE, THV
Sono inoltre stati individuati i vari ruoli: chi fornirà la materia prima, chi mette a disposizione i propri impianti etc.
Ora i laboratori che collaborano al progetto (Nanofab, Venezia Tecnologie, Consorzio Venezia Ricerche e Stazione Sperimentale del Vetro) avvieranno le attività, in stretto contatto con le imprese utilizzatrici.
Approvati
"Memory" e "Nanoplast",
progetti di distretto presentati all'interno del Bando 2007 della L.R.8/03, mis.2a

Progetto: "M.I.N.S.- Sviluppo di Materiali polimerici Innovativi Nanostrutturati ad elevate prestazioni fisico-meccaniche"
Clicca qui per scaricare gli atti dell'evento.

Progetto: “Tecnologie di processo per la produzione di articoli per l’arredo-bagno “Solid Surface” di grandi dimensioni in resina acrilica caricata, con catalisi a freddo”

Progetto ammesso al contributo ai sensi della Legge Regionale 4 Aprile 2003, n.8
La componente “moda” è fondamentale nei cicli di vita dei prodotti, specialmente per quelli di alta gamma.
In questo contesto si inserisce il progetto di ricerca sviluppato da Nicos International S.p.A. (capofila), esperta nella realizzazione di manufatti in resina per l’arredo-bagno e cucina ad alto contenuto di design e tecnologia, e da IsoStampi s.r.l., specializzata nella realizzazione di stampi per il settore delle materie plastiche.
Dal punto di vista dell’organizzazione complessiva del progetto, tre sono stati gli ambiti interessati dal programma di ricerca:
l’ambito della chimica di laboratorio, di studio dei materiali e della reazione nelle condizioni previste di utilizzo;
l’ambito dello stampaggio per colata dei manufatti di grandi dimensioni con il controllo industriale della reazione di polimerizzazione;
l’ambito della movimentazione e della finitura dei semilavorati sulla base di bassi volumi produttivi, elevata variabilità delle tipologie ed elevato standard di qualità.
I risultati ottenuti a seguito del progetto di ricerca saranno presto disponibili on line
Vai alla pagina dedicata al progetto
PROGETTO "VIRGINIO".

Le aziende Plastic Metal spa (capofila), F.lli Virginio srl e Vivi srl
, grazie al progetto denominato "Virginio" (finanziato ai sensi della legge Regionale n.8/2003) hanno messo a punto una tecnologia ed un impianto pilota per la trasformazione del materiale derivante dalla raccolta differenziata della plastica. Il materiale ottenuto è un copolimero eterogeneo, granulato, dotato di buone caratteristiche fisico-meccaniche (anche in termini di durata e flessibilità) che si presta ad essere lavorato come tutti i materiali termoplastici. Questo rappresenta una grossa innovazione, in quanto fino ad oggi le macchine per la lavorazione della plastica non potevano essere alimentate direttamente con materiali provenenienti da raccolta differenziata.
I risultati della ricerca condotta in modo congiunto dalle aziende permettono innanzitutto la semplificazione della catena di riciclaggio delle plastiche.
Consentono inoltre la lavorazione in loco delle plastiche, in modo tale da soddisfare le esigenze locali. Ad esempio uno dei prodotti che si può costruire con questi nuovi polimeri sono i pallet da utilizzare nel settore agricolo. I nuovi pallet realizzati in materiale polimerico presentano numerosi vantaggi, se comparati ad esempio con le prestazioni dei tradizionali pallets in materiale legnoso:
- risparmio sui costi del materiale;
- minor impatto ambientale;
- non deperibilità e resistenza a condizioni climatiche avverse;
- minor peso e minor spazio occupato, e quindi maggiore facilità di trasporto;
- raccolta materia prima fatta in loco (raccolta differenziata)

Il progetto ha inoltre portato alla progettazione e prototipazione di:
- una nuova pressa ad iniezione;
- un nuovo macchinario per la triturazione del materiale di riciclo;
- un nuovo sistema di flusso e caricamento.
Oltre alle problematiche relative al pretrattamento del materiale plastico di alimentazione con additivi appropriati si sono affrontati infine i punti critici relativi all'accumulo di gas durante il riscaldamento e l'iniezione, la cui quanitià è stata diminuita rispetto ai processi tradizionali.
Per ulteriori informazioni sulle caratteristiche tecniche del progetto ed approfondimenti sui risultati raggiunti potete scaricare qui la relazione delle aziende.
PROGETTO "TEGOLA"- Prodotto in materiale plastico speciale composito BMC-SMC, per la copertura dei tetti, completi di elementi di areazione-brevettati.

Le aziende del gruppo Nichele
di Molvena (Tv), grazie al progetto denominato "Tegola" (finanziato ai sensi della legge Regionale n.8/2003) hanno industrializzato e brevettato un nuovo sistema per la copertura dei tetti, ottenuto tramite l'utilizzo di tegole in materiale BMC-SMC.(Bulk Moulding Compounds - Sheet Moulding Compounds)
Il nuovo prodotto, ottenuto con stampaggio, unisce alle prestazioni meccaniche una buona resistenza agli agenti atmosferici ed un ottimo isolamento acustico.
I vantaggi tecnici e le migliori performances rispetto ai prodotti preesistenti riguardano:
- la conducibilità termica, che si attesta sugli 0,20 kcal/m*h*°C - rispetto a 0,80 kcal/m*h*°C tradizionali;
- la prestazione meccanica, che permette, grazie al minor spessore e peso del materiale, di calpestare il tetto senza causarne la rottura;
- le caratteristiche di riciclabilità resistenza al fuoco, non nocività per la salute, resistenza ai crolli;
- la stabilità e la resistenza agli stress derivanti dalle condizioni atmosferiche;
- il risparmio dei costi relativi alla posa in opera ed alla manutenzione.




Il percorso che ha portato alla produzione del nuovo sistema ed alla registrazione del brevetto ha inoltre permesso all'azienda di usufruire di benefici di tipo quali-quantitativo ed organizzativo. Il forte impegno profuso nella messa a punto della nuova copertura ha innalzato le competenze aziendali, oltre che essere stato stimolo e traino per il superamento della crisi economica della subfornitura del settore.
I risultati di "Tegola", condivisibili dalle altre imprese grazie al Consorzio Di.Ma.Pla. (a cui sono stati estesi), permetteranno inoltre di ottenere altre ricadute positive, ad esempio grazie all'avvio di collaborazioni tra le aziende stesse. Si stima infatti che da queste possa derivare un notevole aumento del fatturato, susseguente l'apertura di nuovi mercati di sbocco.
Per ulteriori informazioni sulle caratteristiche tecniche del prodotto ed approfondimenti sui risultati raggiunti potete scaricare qui la relazione dell'azienda.

La ricerca del Progetto TINA sulla realizzazione di nanocompositi polimerici via melt blending.
Presentazioni del Workshop (slides in formato pdf: cliccare sui titoli per la visualizzazione):
1- Introduzione alle nanotecnologie ed ai materiali polimerici nanostrutturati (Prof. Michele Modesti)
2- Obiettivi, strutture e risultati attesi (Dr. Roberto Pippa)
3- Sperimentazione a livello di laboratorio e pilota di compositi di silicati a strati su polimeri termoplastici (Dr. Michele Checchin, Dr. Raffaele Franco)
4- Caratterizzazione di nanocompositi a matrice polimerica (Ing. Stefano Besco)
5- Prove di estrusione su impianto pilota industriale (Dr. Roberto Pippa)
6- Prove di inertizzazione del nanocomposito polimerico (Dr. Sandro Hreglich)
7- Valutazioni di ecocompatibilità: Analisi del CICLO DI VITA (LCA - Life Cycle Assesment) del nanocomposito polimerico PP/nanoclay (Dr. Stefano Zuin)
________________________________________________________________
Caro Collega,
sono particolarmente lieto di informarti che si è concluso il Progetto TINA, di cui presenteremo i risultati in un convegno organizzato presso il Parco Scientifico VEGA giovedì 21 settembre.
E’ infatti forse una delle prime ricerche sulle nanotecnologie concepita per mettere a disposizione delle aziende dati scientifici di grande interesse.
Vi aspetto tutti numerosi all’appuntamento, certo che saprete cogliere l’opportunità che il Distretto Gomma Plastica mette a disposizione delle proprie imprese.
E’ un risultato importante, per il quale ringraziamo innanzitutto il team di ricerca che lo ha reso possibile: la Stazione Sperimentale del Vetro, il Dipartimento dei Processi Chimici dell’Ingegneria dell’Università di Padova, il Consorzio Venezia Ricerche e Venezia Tecnologie SpA.

Ing. Maurizio Zanon - Rappresentante del Distretto Gomma Plastica
L’interesse attorno alle nanotecnologie è in continuo aumento ed i primi prodotti cominciano ad apparire a livello di pre-commercializzazione.
Ma questa nuova tecnologia, ricca di inimmaginabili opportunità, è ancora ben lontana dall’essere padroneggiata. Tra gli aspetti meno conosciuti c’è l’individuazione dei parametri chiave di processo che governano la realizzazione del nanocomposito e le sue proprietà reologiche. Anche le valutazioni delle ricadute sull’ambiente non sono note.
“Quali erano gli obiettivi del progetto e quali sono, in concreto, le imprese interessate ai risultati di questa ricerca?”
- Dr. Roberto Pippa (Consorzio Venezia Ricerche): “Il progetto TINA si è posto fin dall’inizio un interessante obiettivo: mettere a disposizione delle imprese una ricerca sui nanocompositi polimerici ottenuti con l’estrusione, una tecnologia ampiamente consolidata ed utilizzata da moltissime imprese, agendo sull’addittivazione e sulla ottimizzazione delle condizioni di processo.
Questa impostazione rende la ricerca pienamente utilizzabile dalle nostre realtà produttive anche di dimensioni medio-piccole, che possono essere meno interessate allo studio di nuove e costose tecnologie di produzione.
I risultati della ricerca potranno interessare le aziende attrezzate con le tecnologie di estrusione, quali l’estrusore con monovite, con bivite, ecc.. Questa ricerca ha il merito di aver prodotto ed analizzato una serie di nanocompositi polimerici di base, di cui ora siamo in grado di descrivere le specifiche di lavorazione, le principali proprietà fisico-meccaniche, ed anche limiti.”
“Le imprese hanno avuto un ruolo attivo?”
- Dr. Fabrizio Bettiol (titolare BIZETA S.r.l.): “Bizeta ha accettato con grande interesse la sfida sui nuovi materiali, in particolare sui polimeri nanocompositi, mettendo in campo l’esperienza trentennale nei processi di produzione e nella costruzione di attrezzature per estrusione.
Le attivita’ realizzate hanno portato non solo a una crescita del patrimonio di conoscenze aziendali ma anche alla prospettiva di sviluppo di nuovi componenti per gli utilizzatori finali.
Alcuni percorsi di studio sono già stati avviati in alcuni dei molteplici settori in cui Bizeta e’ presente nell’estrusione dei profili, come refrigerazione, edilizia, serramenti, arredamento e costruzione veicoli.”
“Come si è svolta la ricerca? “
- Prof. Michele Modesti (Dipartimento Processi Chimici dell’Ingegneria): “Come coordinatore e referente scientifico della ricerca, posso dire che il progetto è stato suddiviso in 6 fasi (workpackages) che possono essere così riassunti:
- Aggiornamento sullo stato dell’arte dei prodotti, tecnologie e valutazioni ambientali. Abbiamo preso in considerazione i primi prodotti in fase di inserimento sul mercato e facilmente reperibili, quali le cariche inorganiche opportunamente modificate in modo tale da agevolare la nano-dispersione durante la lavorazione in estrusore, effettuando poi una ricerca di base sui nanocompositi polimerici di riferimento, compresi i relativi master concentrati.
- Studio e ottimizzazione delle condizioni di “processing” per poter realizzare dei nanocompositi ad elevato grado di dispersione della carica. E’ seguita una approfondita caratterizzazione dei materiali.
- Valutazione dell’influenza delle nanocariche sul comportamento reologico e simulazione dello stampaggio ad iniezione mediante simulazioni al computer. Validazione sperimentale dei risultati.
- Verifica su scala pilota e industriale della tecnologia di dispersione della nanocarica e valutazione dei manufatti così ottenuti.
- Valutazione dell’eco-compatibilità del processo e dei prodotti così ottenuti, valutando il riciclo in diversi aspetti, compresa l’inertizzazione dei residui ed i problemi che ciò può comportare, secondo un approccio di Life Cycle Assessment (LCA).
- Diffusione e comunicazione dei risultati.
La partecipazione al convegno è gratuita. E’ però necessario inviare il coupon di adesione che riceverete assieme all’invito per posta. Qualora non lo aveste ricevuto potete richiederlo ai nostri uffici.

IL LABORATORIO "TESI"
Martedì 26 Giugno abbiamo inaugurato il laboratorio TE.SI., TEcnologie e SIstemi di lavorazione delle Materie Plastiche, frutto di un progetto congiunto tra il Consorzio Di.Ma.Pla., l’Università di Padova e una decina di imprese.
Si tratta dell’iniziativa più importante cui il nostro consorzio ha finora dato vita: un
Centro di Eccellenza nella ricerca scientifica e industriale, nell’alta formazione, e che eroga un servizio di analisi e di prove.
Gestito dal Dipartimento di Innovazione Meccanica e Gestionale dell’Università di Padova, il Laboratorio opera nelle tecnologie abilitanti per lo sviluppo di processi e di prodotti in materiale polimerico,proponendosi come riferimento a livello nazionale.
Vai alla pagina del laboratorio e scarica gli atti dell'evento
IL CENTRO STUDI
Il progetto risponde all'esigenza di avviare uno studio delle dinamiche economiche ed approfondire la conoscenza delle imprese, per poi proporre le azioni da effettuare. Si divide in due obiettivi: la realizzazione di una banca dati efficiente è il primo, e sarà accessibile attraverso la navigazione su questo sito (da "entra in Plastic City").
Il secondo riguarda la creazione di un osservatorio, che si è concretizzato nel sito web PLASTIC CITY. Organizzato in diverse sezioni, prevede tra l'altro la mappatura dei centri di ricerca, le attività di formazione specifiche per il settore, e i collegamenti con gli altri distretti a livello mondiale.
Dalle ricerche svolte sono stati infatti identificati diversi distretti plastici in Italia, in Francia (Carma di Sophia Antipolis), in Carinzia, in Germania ed in Sud Africa.
Di quest’ultimo, in particolare, abbiamo ricevuto una delegazione con la quale si sono poste le basi per futuri contatti. Con gli altri contiamo di sviluppare al più presto conoscenza reciproca e opportunità di collaborazione.
L’Osservatorio PLASTIC CITY contiene anche tutto l’archivio della Borsa Tecnologica, un nuovo servizio che serve a diffondere la domanda/offerta di tecnologia reso da IRC – Innovation Relay Centre di Veneto Innovazione: a seguito di informazioni particolarmente interessanti, già diverse imprese hanno preso contatti con IRC per contattare partner in Italia e all’estero.
E’ on line la BANCA DATI delle imprese del Distretto!
Assieme all’analisi che è stata effettuata a gennaio, in occasione del rinnovo triennale del Distretto (disponibile sul ns. sito web www.dimapla.net nella sezione “Distretto e Consorzio”, documento “Patto per lo Sviluppo del Distretto Regionale della Gomma e Materie Plastiche”), la BANCA DATI consente una rappresentazione dettagliata del nostro distretto, delle sue dinamiche e delle imprese partecipanti.
Siete invitati pertanto a controllare che la collocazione della vostra impresa sia esatta: se ritenete di effettuare variazioni, è possibile farlo in qualsiasi momento, semplicemente inviandoci una e-mail.
Con questa iniziativa mettiamo a vostra disposizione uno strumento pratico di grande importanza, che facilita senz’altro i rapporti tra le aziende e che vorremmo estendere a tutte le imprese della gomma/plastica in modo che possa diventare un riferimento per gli operatori del settore.
COME SI CONSULTA
La consultazione è estremamente semplice:
sito web sezione “entra in Plastic City” (menù a sinistra dello schermo) Quartiere delle Aziende
selezionare il settore: le imprese sono state classificate in baseai prodotti realizzati, (con l’eccezione degli stampatori, per i quali si è ricorsi al criterio tecnologico poiché gli articoli realizzati sono talmente diversi da rendere impossibile altre soluzioni); ogni impresa può quindi comparire in più settori, se realizza prodotti diversi;
per ogni settore compare la mappa del Veneto con le imprese posizionate esattamente in base alla localizzazione; la ricerca può essere effettuata in base alla collocazione geografica (cliccando sui triangolini sulla mappa) o al nome dell’impresa (elenco a destra dello schermo);
si entra quindi nei dati dell’azienda prescelta:
- Indirizzo (completo di telefono e fax)
- Codice ISTAT
- Mercato di sbocco (ossia il settore in cui prevalentemente vengono venduti i prodotti)
- Attività svolta
- Tecnologie impiegate
- Materie Prime utilizzate
- Sito Web (linkato) e logo aziendale
Da questo momento la consultazione può essere effettuata on-line, mentre la versione stampabile sarà pronta tra qualche giorno.
PROGETTO DI RICERCA "M.I.N.S."
Riguarda una ricerca sviluppata dal Dipartimento di Processi Chimici dell’Università di Padova che sta studiando la formulazione, la produzione e la caratterizzazione di materiali nanocompositi a matrice polimerica. In particolare sono stati identificati i seguenti polimeri di partenza:
Poliolefine (PE alta e bassa densità, PE/EVA)
Biopolimeri
Tecnopolimeri (PA)
Al termine della prima fase di screening da effettuarsi presso i laboratori del D.P.C.I. i suddetti materiali verranno impiegati su scala industriale presso le aziende committenti nella produzione di manufatti sui quali verificare il miglioramenti di proprietà indotti dall’additivazione con nanocariche.
Inoltre il Consorzio Di.Ma.Pla partecipa ai progetti:
PROCESSI DI SVILUPPO DEI DISTRETTI MULTIPOLARI
Il progetto (ente presentatore: Consorzio di formazione C.I.F.I.R. S.r.l.) è incentrato sul tema dell'analisi, in un contesto europeo di almeno quattro Stati membri, dei fabbisogni necessari in tema di innovazione e ricerca per lo sviluppo dei distretti multipolari, attraverso un'attività tesa ad analizzare le tre seguenti aree critiche per l'azienda del futuro: 1) internazionalizzazione dei mercati 2) innovazione di processo e di prodotto 3) mercati di nicchia
Si concluderà nel prossimo settembre con un convegno per divulgare alle imprese del distretto i risultati ottenuti. DiMaPla curerà appunto la loro diffusione.
Approvati
"Memory" e "Nanoplast",
progetti di distretto presentati all'interno del Bando 2007 della L.R.8/03, mis.2a

Progetto: "M.I.N.S.- Sviluppo di Materiali polimerici Innovativi Nanostrutturati ad elevate prestazioni fisico-meccaniche"
Clicca qui per scaricare gli atti dell'evento.

Progetto: “Tecnologie di processo per la produzione di articoli per l’arredo-bagno “Solid Surface” di grandi dimensioni in resina acrilica caricata, con catalisi a freddo”

In questo contesto si inserisce il progetto di ricerca sviluppato da Nicos International S.p.A. (capofila), esperta nella realizzazione di manufatti in resina per l’arredo-bagno e cucina ad alto contenuto di design e tecnologia, e da IsoStampi s.r.l., specializzata nella realizzazione di stampi per il settore delle materie plastiche.
Dal punto di vista dell’organizzazione complessiva del progetto, tre sono stati gli ambiti interessati dal programma di ricerca:
l’ambito della chimica di laboratorio, di studio dei materiali e della reazione nelle condizioni previste di utilizzo;
l’ambito dello stampaggio per colata dei manufatti di grandi dimensioni con il controllo industriale della reazione di polimerizzazione;
l’ambito della movimentazione e della finitura dei semilavorati sulla base di bassi volumi produttivi, elevata variabilità delle tipologie ed elevato standard di qualità.
I risultati ottenuti a seguito del progetto di ricerca saranno presto disponibili on line
Vai alla pagina dedicata al progetto
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PROGETTO "VIRGINIO".

Le aziende Plastic Metal spa (capofila), F.lli Virginio srl e Vivi srl
, grazie al progetto denominato "Virginio" (finanziato ai sensi della legge Regionale n.8/2003) hanno messo a punto una tecnologia ed un impianto pilota per la trasformazione del materiale derivante dalla raccolta differenziata della plastica. Il materiale ottenuto è un copolimero eterogeneo, granulato, dotato di buone caratteristiche fisico-meccaniche (anche in termini di durata e flessibilità) che si presta ad essere lavorato come tutti i materiali termoplastici. Questo rappresenta una grossa innovazione, in quanto fino ad oggi le macchine per la lavorazione della plastica non potevano essere alimentate direttamente con materiali provenenienti da raccolta differenziata.
I risultati della ricerca condotta in modo congiunto dalle aziende permettono innanzitutto la semplificazione della catena di riciclaggio delle plastiche.
Consentono inoltre la lavorazione in loco delle plastiche, in modo tale da soddisfare le esigenze locali. Ad esempio uno dei prodotti che si può costruire con questi nuovi polimeri sono i pallet da utilizzare nel settore agricolo. I nuovi pallet realizzati in materiale polimerico presentano numerosi vantaggi, se comparati ad esempio con le prestazioni dei tradizionali pallets in materiale legnoso:
- risparmio sui costi del materiale;
- minor impatto ambientale;
- non deperibilità e resistenza a condizioni climatiche avverse;
- minor peso e minor spazio occupato, e quindi maggiore facilità di trasporto;
- raccolta materia prima fatta in loco (raccolta differenziata)

Il progetto ha inoltre portato alla progettazione e prototipazione di:
- una nuova pressa ad iniezione;
- un nuovo macchinario per la triturazione del materiale di riciclo;
- un nuovo sistema di flusso e caricamento.
Oltre alle problematiche relative al pretrattamento del materiale plastico di alimentazione con additivi appropriati si sono affrontati infine i punti critici relativi all'accumulo di gas durante il riscaldamento e l'iniezione, la cui quanitià è stata diminuita rispetto ai processi tradizionali.
Per ulteriori informazioni sulle caratteristiche tecniche del progetto ed approfondimenti sui risultati raggiunti potete scaricare qui la relazione delle aziende.
PROGETTO "TEGOLA"- Prodotto in materiale plastico speciale composito BMC-SMC, per la copertura dei tetti, completi di elementi di areazione-brevettati.

Le aziende del gruppo Nichele
di Molvena (Tv), grazie al progetto denominato "Tegola" (finanziato ai sensi della legge Regionale n.8/2003) hanno industrializzato e brevettato un nuovo sistema per la copertura dei tetti, ottenuto tramite l'utilizzo di tegole in materiale BMC-SMC.(Bulk Moulding Compounds - Sheet Moulding Compounds)
Il nuovo prodotto, ottenuto con stampaggio, unisce alle prestazioni meccaniche una buona resistenza agli agenti atmosferici ed un ottimo isolamento acustico.
I vantaggi tecnici e le migliori performances rispetto ai prodotti preesistenti riguardano:
- la conducibilità termica, che si attesta sugli 0,20 kcal/m*h*°C - rispetto a 0,80 kcal/m*h*°C tradizionali;
- la prestazione meccanica, che permette, grazie al minor spessore e peso del materiale, di calpestare il tetto senza causarne la rottura;
- le caratteristiche di riciclabilità resistenza al fuoco, non nocività per la salute, resistenza ai crolli;
- la stabilità e la resistenza agli stress derivanti dalle condizioni atmosferiche;
- il risparmio dei costi relativi alla posa in opera ed alla manutenzione.




Il percorso che ha portato alla produzione del nuovo sistema ed alla registrazione del brevetto ha inoltre permesso all'azienda di usufruire di benefici di tipo quali-quantitativo ed organizzativo. Il forte impegno profuso nella messa a punto della nuova copertura ha innalzato le competenze aziendali, oltre che essere stato stimolo e traino per il superamento della crisi economica della subfornitura del settore.
I risultati di "Tegola", condivisibili dalle altre imprese grazie al Consorzio Di.Ma.Pla. (a cui sono stati estesi), permetteranno inoltre di ottenere altre ricadute positive, ad esempio grazie all'avvio di collaborazioni tra le aziende stesse. Si stima infatti che da queste possa derivare un notevole aumento del fatturato, susseguente l'apertura di nuovi mercati di sbocco.
Per ulteriori informazioni sulle caratteristiche tecniche del prodotto ed approfondimenti sui risultati raggiunti potete scaricare qui la relazione dell'azienda.

La ricerca del Progetto TINA sulla realizzazione di nanocompositi polimerici via melt blending.
Presentazioni del Workshop (slides in formato pdf: cliccare sui titoli per la visualizzazione):
1- Introduzione alle nanotecnologie ed ai materiali polimerici nanostrutturati (Prof. Michele Modesti)
2- Obiettivi, strutture e risultati attesi (Dr. Roberto Pippa)
3- Sperimentazione a livello di laboratorio e pilota di compositi di silicati a strati su polimeri termoplastici (Dr. Michele Checchin, Dr. Raffaele Franco)
4- Caratterizzazione di nanocompositi a matrice polimerica (Ing. Stefano Besco)
5- Prove di estrusione su impianto pilota industriale (Dr. Roberto Pippa)
6- Prove di inertizzazione del nanocomposito polimerico (Dr. Sandro Hreglich)
7- Valutazioni di ecocompatibilità: Analisi del CICLO DI VITA (LCA - Life Cycle Assesment) del nanocomposito polimerico PP/nanoclay (Dr. Stefano Zuin)
________________________________________________________________
I vantaggi tecnici e le migliori performances rispetto ai prodotti preesistenti riguardano:
- la conducibilità termica, che si attesta sugli 0,20 kcal/m*h*°C - rispetto a 0,80 kcal/m*h*°C tradizionali;
- la prestazione meccanica, che permette, grazie al minor spessore e peso del materiale, di calpestare il tetto senza causarne la rottura;
- le caratteristiche di riciclabilità resistenza al fuoco, non nocività per la salute, resistenza ai crolli;
- la stabilità e la resistenza agli stress derivanti dalle condizioni atmosferiche;
- il risparmio dei costi relativi alla posa in opera ed alla manutenzione.
Caro Collega,
sono particolarmente lieto di informarti che si è concluso il Progetto TINA, di cui presenteremo i risultati in un convegno organizzato presso il Parco Scientifico VEGA giovedì 21 settembre.
E’ infatti forse una delle prime ricerche sulle nanotecnologie concepita per mettere a disposizione delle aziende dati scientifici di grande interesse.
Vi aspetto tutti numerosi all’appuntamento, certo che saprete cogliere l’opportunità che il Distretto Gomma Plastica mette a disposizione delle proprie imprese.
E’ un risultato importante, per il quale ringraziamo innanzitutto il team di ricerca che lo ha reso possibile: la Stazione Sperimentale del Vetro, il Dipartimento dei Processi Chimici dell’Ingegneria dell’Università di Padova, il Consorzio Venezia Ricerche e Venezia Tecnologie SpA.

Ing. Maurizio Zanon - Rappresentante del Distretto Gomma Plastica
L’interesse attorno alle nanotecnologie è in continuo aumento ed i primi prodotti cominciano ad apparire a livello di pre-commercializzazione.
Ma questa nuova tecnologia, ricca di inimmaginabili opportunità, è ancora ben lontana dall’essere padroneggiata. Tra gli aspetti meno conosciuti c’è l’individuazione dei parametri chiave di processo che governano la realizzazione del nanocomposito e le sue proprietà reologiche. Anche le valutazioni delle ricadute sull’ambiente non sono note.
“Quali erano gli obiettivi del progetto e quali sono, in concreto, le imprese interessate ai risultati di questa ricerca?”
- Dr. Roberto Pippa (Consorzio Venezia Ricerche): “Il progetto TINA si è posto fin dall’inizio un interessante obiettivo: mettere a disposizione delle imprese una ricerca sui nanocompositi polimerici ottenuti con l’estrusione, una tecnologia ampiamente consolidata ed utilizzata da moltissime imprese, agendo sull’addittivazione e sulla ottimizzazione delle condizioni di processo.
Questa impostazione rende la ricerca pienamente utilizzabile dalle nostre realtà produttive anche di dimensioni medio-piccole, che possono essere meno interessate allo studio di nuove e costose tecnologie di produzione.
I risultati della ricerca potranno interessare le aziende attrezzate con le tecnologie di estrusione, quali l’estrusore con monovite, con bivite, ecc.. Questa ricerca ha il merito di aver prodotto ed analizzato una serie di nanocompositi polimerici di base, di cui ora siamo in grado di descrivere le specifiche di lavorazione, le principali proprietà fisico-meccaniche, ed anche limiti.”
“Le imprese hanno avuto un ruolo attivo?”
- Dr. Fabrizio Bettiol (titolare BIZETA S.r.l.): “Bizeta ha accettato con grande interesse la sfida sui nuovi materiali, in particolare sui polimeri nanocompositi, mettendo in campo l’esperienza trentennale nei processi di produzione e nella costruzione di attrezzature per estrusione.
Le attivita’ realizzate hanno portato non solo a una crescita del patrimonio di conoscenze aziendali ma anche alla prospettiva di sviluppo di nuovi componenti per gli utilizzatori finali.
Alcuni percorsi di studio sono già stati avviati in alcuni dei molteplici settori in cui Bizeta e’ presente nell’estrusione dei profili, come refrigerazione, edilizia, serramenti, arredamento e costruzione veicoli.”
“Come si è svolta la ricerca? “
- Prof. Michele Modesti (Dipartimento Processi Chimici dell’Ingegneria): “Come coordinatore e referente scientifico della ricerca, posso dire che il progetto è stato suddiviso in 6 fasi (workpackages) che possono essere così riassunti:
- Aggiornamento sullo stato dell’arte dei prodotti, tecnologie e valutazioni ambientali. Abbiamo preso in considerazione i primi prodotti in fase di inserimento sul mercato e facilmente reperibili, quali le cariche inorganiche opportunamente modificate in modo tale da agevolare la nano-dispersione durante la lavorazione in estrusore, effettuando poi una ricerca di base sui nanocompositi polimerici di riferimento, compresi i relativi master concentrati.
- Studio e ottimizzazione delle condizioni di “processing” per poter realizzare dei nanocompositi ad elevato grado di dispersione della carica. E’ seguita una approfondita caratterizzazione dei materiali.
- Valutazione dell’influenza delle nanocariche sul comportamento reologico e simulazione dello stampaggio ad iniezione mediante simulazioni al computer. Validazione sperimentale dei risultati.
- Verifica su scala pilota e industriale della tecnologia di dispersione della nanocarica e valutazione dei manufatti così ottenuti.
- Valutazione dell’eco-compatibilità del processo e dei prodotti così ottenuti, valutando il riciclo in diversi aspetti, compresa l’inertizzazione dei residui ed i problemi che ciò può comportare, secondo un approccio di Life Cycle Assessment (LCA).
- Diffusione e comunicazione dei risultati.
La partecipazione al convegno è gratuita. E’ però necessario inviare il coupon di adesione che riceverete assieme all’invito per posta. Qualora non lo aveste ricevuto potete richiederlo ai nostri uffici.

IL LABORATORIO "TESI"
Martedì 26 Giugno abbiamo inaugurato il laboratorio TE.SI., TEcnologie e SIstemi di lavorazione delle Materie Plastiche, frutto di un progetto congiunto tra il Consorzio Di.Ma.Pla., l’Università di Padova e una decina di imprese.
Si tratta dell’iniziativa più importante cui il nostro consorzio ha finora dato vita: un
Centro di Eccellenza nella ricerca scientifica e industriale, nell’alta formazione, e che eroga un servizio di analisi e di prove.
Gestito dal Dipartimento di Innovazione Meccanica e Gestionale dell’Università di Padova, il Laboratorio opera nelle tecnologie abilitanti per lo sviluppo di processi e di prodotti in materiale polimerico,proponendosi come riferimento a livello nazionale.
Vai alla pagina del laboratorio e scarica gli atti dell'evento
IL CENTRO STUDI
Il progetto risponde all'esigenza di avviare uno studio delle dinamiche economiche ed approfondire la conoscenza delle imprese, per poi proporre le azioni da effettuare. Si divide in due obiettivi: la realizzazione di una banca dati efficiente è il primo, e sarà accessibile attraverso la navigazione su questo sito (da "entra in Plastic City").
Il secondo riguarda la creazione di un osservatorio, che si è concretizzato nel sito web PLASTIC CITY. Organizzato in diverse sezioni, prevede tra l'altro la mappatura dei centri di ricerca, le attività di formazione specifiche per il settore, e i collegamenti con gli altri distretti a livello mondiale.
Dalle ricerche svolte sono stati infatti identificati diversi distretti plastici in Italia, in Francia (Carma di Sophia Antipolis), in Carinzia, in Germania ed in Sud Africa.
Di quest’ultimo, in particolare, abbiamo ricevuto una delegazione con la quale si sono poste le basi per futuri contatti. Con gli altri contiamo di sviluppare al più presto conoscenza reciproca e opportunità di collaborazione.
L’Osservatorio PLASTIC CITY contiene anche tutto l’archivio della Borsa Tecnologica, un nuovo servizio che serve a diffondere la domanda/offerta di tecnologia reso da IRC – Innovation Relay Centre di Veneto Innovazione: a seguito di informazioni particolarmente interessanti, già diverse imprese hanno preso contatti con IRC per contattare partner in Italia e all’estero.
E’ on line la BANCA DATI delle imprese del Distretto!
Assieme all’analisi che è stata effettuata a gennaio, in occasione del rinnovo triennale del Distretto (disponibile sul ns. sito web www.dimapla.net nella sezione “Distretto e Consorzio”, documento “Patto per lo Sviluppo del Distretto Regionale della Gomma e Materie Plastiche”), la BANCA DATI consente una rappresentazione dettagliata del nostro distretto, delle sue dinamiche e delle imprese partecipanti.
Siete invitati pertanto a controllare che la collocazione della vostra impresa sia esatta: se ritenete di effettuare variazioni, è possibile farlo in qualsiasi momento, semplicemente inviandoci una e-mail.
Con questa iniziativa mettiamo a vostra disposizione uno strumento pratico di grande importanza, che facilita senz’altro i rapporti tra le aziende e che vorremmo estendere a tutte le imprese della gomma/plastica in modo che possa diventare un riferimento per gli operatori del settore.
COME SI CONSULTA
La consultazione è estremamente semplice:
- Codice ISTAT
- Mercato di sbocco (ossia il settore in cui prevalentemente vengono venduti i prodotti)
- Attività svolta
- Tecnologie impiegate
- Materie Prime utilizzate
- Sito Web (linkato) e logo aziendale
Da questo momento la consultazione può essere effettuata on-line, mentre la versione stampabile sarà pronta tra qualche giorno.
PROGETTO DI RICERCA "M.I.N.S."
Riguarda una ricerca sviluppata dal Dipartimento di Processi Chimici dell’Università di Padova che sta studiando la formulazione, la produzione e la caratterizzazione di materiali nanocompositi a matrice polimerica. In particolare sono stati identificati i seguenti polimeri di partenza:
Al termine della prima fase di screening da effettuarsi presso i laboratori del D.P.C.I. i suddetti materiali verranno impiegati su scala industriale presso le aziende committenti nella produzione di manufatti sui quali verificare il miglioramenti di proprietà indotti dall’additivazione con nanocariche.
Inoltre il Consorzio Di.Ma.Pla partecipa ai progetti:
PROCESSI DI SVILUPPO DEI DISTRETTI MULTIPOLARI
Il progetto (ente presentatore: Consorzio di formazione C.I.F.I.R. S.r.l.) è incentrato sul tema dell'analisi, in un contesto europeo di almeno quattro Stati membri, dei fabbisogni necessari in tema di innovazione e ricerca per lo sviluppo dei distretti multipolari, attraverso un'attività tesa ad analizzare le tre seguenti aree critiche per l'azienda del futuro: 1) internazionalizzazione dei mercati 2) innovazione di processo e di prodotto 3) mercati di nicchia
Si concluderà nel prossimo settembre con un convegno per divulgare alle imprese del distretto i risultati ottenuti. DiMaPla curerà appunto la loro diffusione.